giovedì 31 luglio 2014

Buon riposo



Un pensiero a Giorgio Gaslini

martedì 29 luglio 2014

Due lune piene nello stesso cielo



"Il fiore delle Mille e una notte" 1974, di Pier Paolo Pasolini

mercoledì 23 luglio 2014

lunedì 14 luglio 2014

venerdì 11 luglio 2014

Voi non siete più pazzi...



...della media dei coglioni che circolano per strada.

giovedì 10 luglio 2014

« [...] scendevi come una vertigine...



...saltando gli scalini, e mi conducevi
oltre l’umido lillà nei tuoi possedimenti
al di là dello specchio... »

(da Primi incontri di Arsenij Tarkovskij)

Per Claudia: buon compleanno.
Quanto mi facesti ridere quando me lo raccontasti...

mercoledì 9 luglio 2014

Simbologie metaforiche

Ciao papà.
Venti anni fa ti accompagnammo là da dove non saresti più tornato.
In noi sarai sempre.


 

lunedì 7 luglio 2014

Fotogrammi della mia memoria




Champoluc.
Aosta 7 luglio 1994.

"Su questi monti
immersi nell'azzurro del Paradiso
ho lasciato la mia anima."
                                         Angelo



Oggi 7 luglio 2014 se ne vanno venti anni senza di te, papà. In questo giorno singolare metto da parte il cinema e scelgo di tradurre a parole i fotogrammi affiorati alla mia memoria pochi giorni fa grazie a mamma.

Dedicato a papà.
In memoria di Riccardo Veraldi, il pittore, e Ilva Sgarbi, sua moglie.

Piccina io, aggrappata alla mano di papà salivo le scale della corte, percorrevo il ballatoio esterno e entravo in mansarda nella minuscola anticamera. Tre sedie, un tavolino di legno sbeccato, un fornelletto a gas su cui sbuffava e borbottava una caffettiera. La mano esile e nodosa dell’artista la toglieva prontamente dal fuoco e ne versava il contenuto nelle tazzine spaiate che venivano porte a mamma e papà e agli altri ospiti presenti. L’odore del caffè era contrastato da quello dei solventi e dei colori a olio, così il mio sguardo curioso vagava di già nella stanza adiacente oltre la soglia senza porta. Tavolozze macchiate di colori, tele poggiate con noncuranza le une sulle altre a terra, altre appese già incorniciate. Ora entriamo, diceva la moglie dell’artista, ben più loquace e in carne rispetto a lui, il pittore, che senza doverne parlare lasciava trasparire tutta la sua malinconia dagli occhi di brace. Nello stesso modo anche le pennellate che imprimeva sulla tela unite ai soggetti e all’uso dei colori esprimevano la sua forza e la sua rabbia, l’impotenza, in altri casi la sua dolcezza e il suo garbo.

Riccardo Veraldi

La stanza era un rettangolo e sulla parete destra, un lato corto, c’era una finestrella che dava sulla vecchia corte milanese, lungo gli altri lati pennelli a mollo, cavalletti con opere abbozzate o quasi terminate, tele e tavolozze, sculture, panchine di legno strette e senza schienale su cui era quasi impossibile sedere senza battere la testa contro il tetto spiovente. Le tele venivano spostate e osservate, si discuteva sulla genesi delle varie opere, persino di un nudo di donna, una copia dal vero.

Riccardo Veraldi nel suo studio a Milano

Ma la modella non si vergogna a posare tutta nuda? Pensavo e arrossivo, credo. Ogni volta, almeno un quadro mamma e papà lo compravano, di solito ancora senza cornice, e si doveva tornare a ritirarlo dopo che gli era stata messa.

Riccardo Veraldi, Tenerezze, nella collezione di mamma e papà

Osservavo quella mansarda che fungeva da studio e quel pittore barbuto magro e silenzioso, che dipingeva quadri forti e variopinti con un’intensità tale da scuotermi, e lo vedevo parlare con il mio papà, lo faceva sentire a suo agio, penso, perché come lui era schietto, diretto, semplice. Ma anche spiritoso. Magicamente il pittore ombroso e silenzioso con papà diventava chiacchierone e sorridente.

Lago Blu, Champoluc
Lago Blu, Champoluc

domenica 6 luglio 2014

"Un chien andalou", 1929



Scritto, prodotto e interpretato da Luis Buñuel e Salvador Dalí, diretto da Buñuel.

sabato 5 luglio 2014

Mi fidavo di te



"Colpire al cuore" 1982, regia di Gianni Amelio.